Coltivazione dei pomodori antichi

antico

TERRENO: il pomodoro può essere coltivato in ogni tipo di suolo ma su quelli ricchi di sostanza organica, a medio impasto si avranno i risultati migliori.

CONCIMAZIONE DI BASE: apportare almeno 20 giorni prima del trapianto e incorporare nel terreno del concime organico (letame fermentato maturo, compost) e/o concimi minerali a lenta cessione con azoto, fosforo e potassio in rapporto equilibrato o meglio con concimi fermentati autoprodotti, che generano i famosi microorganismi efficaci.

CLIMA: adattabile a condizioni di clima molto variabile preferendo quello temperato-caldo. Tuttavia, soprattutto le varietà antiche che ‘sentono’ il ritmo della natura non andrebbero mai seminati prima della fine di marzo. Poi in seguito recuperano velocemente. La temperatura di semina deve essere 22/24C costanti per la fase germinativa, possono essere spostati a circa 18 quando germinati; la profondità’ di semina sarà di circa 1mm.
Non va bene il semenzaio freddo per la germinazione poiché questi semi non tollerano gli sbalzi di temperatura.
Temperature sotto i 14-15°C compromettono la crescita, le piante possono anche manifestare le foglie viola (vedere altro nostro articolo ndr).

TRAPIANTO: va fatto nelle ore più fresche della giornata (mattina presto o tardo pomeriggio). Umettare bene la zolletta prima dell’impianto al suolo e irrigare leggermente il terreno per facilitare l’attecchimento. Inoltre, ove possibile è bene fare 2 trapianti. In principio si semina e si fa crescere la piantina nel contenitore scelto. Quando raggiunge l’altezza di una 15ina di centimetri si fa il primo trapianto in un vaso più grande, ricoprendo il fusto di terra fino alle prime false foglie (cotiledoni). Dopo una ventina di giorni si procede con il secondo trapianto (quello in terra o definitivo), in questa fase si sotterra ancora una porzione più ampia di fusto, fino alle prime foglie vere o anche oltre se la pianta è abbastanza alta. Questo è un accorgimento per avere un buon apparato radicale, prerogativa indispensabile per una buona fruttificazione.
A quale distanza trapiantare le piantine di pomodoro?
Sulla fila, ossia tra una pianta e l’altra, lasciare 50-60 cm; tra le file lasciare 80-90 cm per il transito.

LE CURE COLTURALI: eliminare costantemente le erbe spontanee in prossimità delle piante coltivate. Per evitare la comparsa delle infestanti risulta efficace l’utilizzo della pacciamatura con film plastico nero o meglio ancora strati di paglia che decomponendosi andrà ad arricchire il terreno.
Per le varietà a crescita indeterminata, molto vigorose, predisporre i sostegni per l’impalcatura (spago o tutori) ai quali la pianta viene gradualmente legata durante la crescita; in tal modo le piante saranno meglio esposte al sole e si ridurrà pure il rischio di malattie funginee per contatto con il terreno. Altra pratica da effettuare per queste varietà indeterminate è la scacchiatura o sfemminellatura con eliminazione dei germogli laterali per avere una produzione più abbondante ed uniforme. Su questa tipologia di piante,  si può effettuare la cimatura dell’apice dopo il 4-5° palco fiorale per ridurre l’altezza e anticipare la maturazione. Di solito, almeno finché il clima lo consente,  i polloni o getti laterali che vengono tolti,  possono essere ripiantati come talee per avere cosi una produzione scalare, in modo da garantirci altre piante che fruttificheranno più avanti.

LE IRRIGAZIONI: si consiglia, per una migliore gestione e un risparmio idrico, l’impianto a goccia con manichetta forata magari gestito da un elettrovalvola temporizzata da collegare al rubinetto. Questo sistema consente di annaffiare a intervalli regolari e non bagna la vegetazione riducendo le problematiche fitosanitarie. Evitare squilibri idrici. Innaffiare nelle ore più fresche preferibilmente al mattino. Se si usa una pacciamatura in paglia, si ridurranno le innaffiature e si garantirà una temperatura più costante del terreno.
Sconsigliato bagnare le foglie poiché, in questo modo, si espongono le piante a malattie di vario tipo, le foglie devono stare asciutte, cosi come e’ importante che ci sia sufficiente ventilazione tra i palchi per far si che le foglie, dopo una pioggia, asciughino rapidamente e restino ben arieggiate, sempre per evitare malattie, prevalentemente fungine o causate da spore (es. peronospora)

LE CONCIMAZIONI DI COPERTURA: ogni 14-20 giorni nutrire la pianta con concimi equilibrati contenenti azoto, fosforo, potassio, ferro e magnesio più microelementi o con prodotti naturali stimolanti (sangue bovino, alghe, ecc.). Nella fase di ingrossamento e maturazione dei frutti preferire un rapporto con più alto titolo di potassio. Come sempre la concimazione naturale garantirà sapore migliore ed eviterà l’attacco dei parassiti. Infatti, apro una piccola parentesi, c’è un libro molto interessante di cui ne consiglio la lettura. Anche in rete si trova qualche estratto: Teoría de la trofobiosis (Francis Chaboussou). I vegetali sono organismi a nutrizione autotrofa, o che sintetizzano il proprio cibo (Trophos), da anidride carbonica atmosferica (CO2) e acqua attraverso la luce del sole, integrando con le sostanze contenute nella materia organica che si trova nel terreno. Il professor Chaboussou sostiene che le difese di ortaggi biologici sono determinate da una dieta equilibrata, che impedisca l’accumulo dei nutrienti (per eterotrofi = zuccheri e aminoacidi liberi) nella linfa o nel citoplasma. In poche parole, tramite i processi di proteolisi e proteosintesi, la pianta costruisce il proprio nutrimento, come una serie di mattoni ben legati tra di loro. Quando si somministrano in forma solubile e direttamente utilizzabile dalla pianta, elementi come potassio, azoto e fosforo, senza che essi vengano generati dalla pianta o da processi digestivi ad opera dei batteri del terreno e , si mette in circolo , all’interno della pianta, una linfa con ‘mattoni sconnessi’, questo fa sì che gli insetti e i parassiti, ghiotti di queste sostanze,  percepiscano questi elementi ‘sciolti’ per cui inizia l’attacco alla pianta. Un esempio è illustrato qua sotto ma per una maggior chiarezza si invita alla lettura del testo suggerito.

Nella figura 1 si ha la situazione ottimale, cioè gli elementi ricavati da processi interni alla pianta coadiuvati dal prodotto dei batteri nel terreno, vengono poi usati per costruire il nutrimento delle piante e trasportati dalla linfa all’interno delle stesse.

Nella figura 2 invece il nutrimento non è ‘impacchettato’ e ben strutturato a formare catene più complesse, bensì sono messi alla rinfusa e sono solubili e sconnessi, quindi per esempio zuccheri e aminoacidi liberi, senza formazione di lunghe catene proteiche.

Nella figura 3 vediamo che i parassiti, avendo sentito la presenza di zuccheri e aminoacidi liberi (non concatenati) attaccano la pianta per nutrirsene

foglie

LE CONSOCIAZIONI: favorevole è la coltivazione mista con sedano, prezzemolo, spinaci, cavoli, lattughe, cicorie, rape, porri, aglio, fagiolini e basilico

GLI AVVICENDAMENTI: è bene che il pomodoro non ritorni sullo stesso terreno per almeno 3-4 anni per evitare la proliferazione dei parassiti. Da evitare la sua coltivazione dopo melanzana, peperone, patata

LA RACCOLTA: per i pomodori da conserva coincide con la completa maturazione rossa della bacca; per quelli da mensa con la colorazione verde-rosata o a seconda del gusto. Va ricordato che con la maturazione aumenta anche il grado zuccherino (o grado brix). Dal trapianto occorrono circa 60-80 giorni per iniziare la raccolta

LE FISIOPATIE: marciume apicale del frutto dovuto a squilibri idrici e carenza di calcio, spaccatura dei frutti in seguito a irrigazioni abbondanti dopo un periodo secco, asfissia radicale per ristagni idrici. Temperature superiori ai 32°C portano ad un ridotto sviluppo vegetativo e a decolorazioni, scarsa allegagione e ustioni delle bacche.

LOTTA BIOLOGICA: per combattere i parassiti in modo ecologico è consigliabile effettuare irrorazioni fogliari con prodotti naturali quali: oli vegetali, sapone potassico, macerato di ortica, aglio, equiseto, ecc, preferibilmente al mattino presto, in modo da far asciugare bene le foglie, grazie al sole leggero mattutino. Mai effettuare trattamenti in pieno sole e mai la sera. Il pomodoro è molto sensibile ai ristagni di umidità, specie sulle foglie. Se si effettuano i trattamenti la sera, si rischia di non permettere alle foglie di asciugare .Effettuare trattamenti con il sole, specie se forte, aumenterebbe la potenza del sole ( effetto lente dato dalle goccioline di acqua) e brucerebbe la pianta oltre a creare uno shock termico.

 

 

 

Daniel Nesta